Area archeologica di Forcona
Area archeologica con stratificazioni dal II sec. a.C. al VI sec. d.C., nella frazione di Civita di Bagno a L'Aquila, al limite del territorio dei Vestini poi conquistato dai Romani.
Dati pratici
località Civita di Bagno, 67100 L'Aquila
↗ Apri su Google MapsIl museo
L'area archeologica di Forcona si trova in località Moritola, nella frazione di Civita di Bagno a L'Aquila, di fronte al massiccio del Gran Sasso. Il sito prende il nome dalla sede episcopale di Forcona, attestata almeno dal VI secolo d.C., che si sovrappose a un insediamento romano più antico i cui resti cominciarono a emergere già tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. I primi indizi di un'occupazione risalente al II secolo a.C. furono una muratura in opera poligonale in via della Carboniera e i resti di un impianto termale negli scantinati di Villa Oliva. Negli anni Sessanta del Novecento, scavi di emergenza portarono alla luce un tempio tardo-repubblicano dedicato alla dea Feronia, confermando l'importanza dell'area. Dal 1995 scavi sistematici in località Moritola hanno rivelato un complesso monumentale con occupazioni continue dal II sec. a.C. fino al VI sec. d.C. Il sito è costruito su un ampio terrazzo rinforzato con imponenti opere murarie. Il periodo di maggiore splendore coincide con l'età augustea, quando vennero realizzate le grandi sostruzioni della collina e edifici decorati con affreschi e pavimentazioni a mosaico, oltre ad articolati sistemi idraulici. In età tardo-imperiale gli edifici furono progressivamente modificati e abbandonati; nel VI secolo il centro di vita si spostò verso valle, dove la Cattedrale di San Massimo fu costruita reimpiegando materiali romani e longobardi ancora visibili nelle murature.
Cosa vedere dentro
Muratura in opera poligonale in via della Carboniera
Resti di impianto termale negli scantinati di Villa Oliva
Complesso monumentale in località Moritola con strutture dal II sec. a.C. al VI sec. d.C.
Sostruzioni monumentali della collina di età augustea
Ambienti con pavimentazioni a mosaico e pareti affrescate
Fornaci di età tardo-antica ricavate sulle pavimentazioni romane
Cattedrale di San Massimo con reimpiego di materiali romani e longobardi
Info per la visita
L'accesso è gratuito. Le visite sono possibili solo in occasione di aperture straordinarie, previste nel mese di ottobre. Per informazioni aggiornate sulle date e gli orari (indicativamente domenica 14:30–18:30) contattare la Soprintendenza al numero 0862 21770 o via email a sabaq-aq-te@beniculturali.it, oppure consultare il sito ufficiale http://su-aq.beniculturali.it/.
Altri musei a L'Aquila
Archivio di Stato dell'Aquila
L'Archivio di Stato dell'Aquila conserva quasi duecento fondi documentari che coprono nove secoli di storia, dal XII al XX secolo, con testimonianze di eccezionale valore tra cui una lettera di papa Celestino III del 1193 e gli atti del processo di canonizzazione di Bernardino da Siena.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Basilica romanica del XIII secolo a L'Aquila, fondata da Pietro da Morrone, con affreschi trecenteschi, un organo ligneo settecentesco e il sepolcro di papa Celestino V. Ingresso gratuito.
Chiesa di San Bernardino
La chiesa di San Bernardino è un edificio di culto medievale nel centro storico dell'Aquila, raggiungibile attraverso una scenografica scalinata omonima. Costruita tra il 1454 e il 1472 per custodire le spoglie di San Bernardino da Siena, è oggi basilica minore e uno dei monumenti più significativi della città.
Domande frequenti
Come si accede all'area archeologica di Forcona?
L'ingresso è gratuito. Il sito si trova in località Moritola, a Civita di Bagno, frazione di L'Aquila.
Quando è possibile visitare il sito?
Le visite sono consentite solo durante aperture straordinarie, generalmente nel mese di ottobre. Si consiglia di verificare le date esatte sul sito ufficiale o contattando la Soprintendenza.
Come posso avere informazioni aggiornate sulle aperture?
È possibile chiamare il numero 0862 21770, scrivere a sabaq-aq-te@beniculturali.it oppure consultare il sito http://su-aq.beniculturali.it/.
Qual è il periodo storico documentato nel sito?
Il complesso monumentale testimonia occupazioni continue dal II secolo a.C. fino al VI secolo d.C., con il periodo di maggiore fioritura in età augustea.
Cosa rende unico questo sito archeologico?
La stratificazione plurisecolare — da un insediamento romano repubblicano a una sede episcopale paleocristiana — e la presenza di strutture con mosaici, affreschi e sistemi idraulici lo rendono un contesto di eccezionale valore, ancora solo parzialmente esplorato.