Villa o palazzo Città di Castello · Perugia (Umbria)

Villa Franchetti "La Montesca"

Villa Franchetti 'La Montesca' è una villa ottocentesca di interesse storico e artistico situata a Città di Castello, in Umbria, nota per essere il luogo in cui Maria Montessori avviò la sua esperienza educativa nel 1901.

Villa Franchetti "La Montesca"

Dati pratici

Indirizzo

Via della Montesca, 06012 Città di Castello

↗ Apri su Google Maps
Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
075 8522185 info@montesca.it
Biglietti
Costo non disponibile — verifica sul sito ufficiale.

Il museo

Villa Franchetti 'La Montesca' sorge sul versante del monte Arnato, a Città di Castello, da dove domina il corso superiore del Tevere e il paesaggio della Valtiberina, con i suoi colli, la piana coltivata e i boschi circostanti. Fu eretta nella seconda metà dell'Ottocento come residenza estiva dei baroni Leopoldo e Giulio Franchetti, su progetto dell'architetto fiorentino Giuseppe Boccini, e si ispira ai modelli del Rinascimento e del Manierismo. L'edificio si articola in tre corpi: quello centrale a tre piani è affiancato da due ali laterali più alte, con piano loggiato e tetto pronunciato alla maniera fiorentina. Le facciate sono caratterizzate da portali ad arco, porticati e finestre con bugne in pietra serena. Gli interni ospitano sale decorate con pitture e sculture di Clemente Marini, Giovanni Panti, Ernesto Bellanti e Antonio Passaglia. Il complesso include anche la casa del guardiano, la limonaia, la foresteria e la scuola Montessori. Il parco all'inglese, concepito come un vero orto botanico, conserva varietà di essenze provenienti dall'America, mentre sul davanti si apre un ampio giardino con vasca centrale. Un capitolo fondamentale della storia della villa è il 1901, quando Alice Franchetti Hallgarten — moglie americana del senatore Leopoldo Franchetti — chiamò Maria Montessori per avviare qui una scuola elementare gratuita per i figli dei contadini: fu uno dei primi laboratori del metodo montessoriano. Oggi la villa, di proprietà della Regione Umbria, mantiene la sua vocazione educativa ospitando un centro di formazione e ricerca.

Cosa vedere dentro

Facciata con portali ad arco, porticato e finestre in pietra serena

Sale interne con pitture e sculture di Clemente Marini, Giovanni Panti, Ernesto Bellanti e Antonio Passaglia

Parco all'inglese con essenze botaniche provenienti dall'America

Giardino con vasca centrale

Scuola Montessori, luogo legato alle origini del metodo educativo di Maria Montessori

Limonaia e foresteria

Info per la visita

Per orari di apertura, modalità di accesso e informazioni sulla visita si consiglia di contattare direttamente la struttura al numero 075 8522185, all'indirizzo email info@montesca.it o consultare il sito ufficiale www.montesca.it.

Altri musei a Città di Castello

Domande frequenti

Dove si trova Villa Franchetti 'La Montesca'?

La villa si trova in Via della Montesca a Città di Castello (PG), in Umbria, sul versante del monte Arnato con vista sul corso superiore del Tevere e sulla Valtiberina.

Qual è il legame tra la villa e Maria Montessori?

Nel 1901 Alice Franchetti Hallgarten, moglie del senatore Leopoldo Franchetti, chiamò Maria Montessori a Villa La Montesca per avviare una scuola elementare gratuita destinata ai figli dei contadini. Fu uno dei primissimi contesti in cui prese forma il metodo educativo montessoriano.

Chi ha progettato la villa e quando è stata costruita?

La villa fu progettata dall'architetto fiorentino Giuseppe Boccini e realizzata nella seconda metà dell'Ottocento per volere dei baroni Leopoldo e Giulio Franchetti.

Quali sono gli orari di visita e il costo del biglietto?

Le informazioni su orari e biglietti non sono attualmente disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificare sul sito ufficiale www.montesca.it o di contattare la struttura al numero 075 8522185 o via email a info@montesca.it.

A chi appartiene oggi la villa?

La villa è di proprietà della Regione Umbria e ospita un centro di formazione e ricerca, mantenendo così la vocazione educativa che la caratterizza fin dalla fine dell'Ottocento.