Rione Testaccio
Area archeologica e rione storico di Roma, il Testaccio custodisce stratificazioni che vanno dall'antico porto fluviale romano fino all'architettura industriale di fine Ottocento, oggi in piena trasformazione culturale.
Dati pratici
via Nicola Zabaglia, 00153 Roma
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Il Rione Testaccio si estende su una piana di circa 600 mq nel cuore di Roma e racchiude secoli di storia urbana leggibili ancora oggi nel paesaggio e nel sottosuolo. La sua vicenda inizia in età romana: a partire dal II secolo a.C., e poi tra il I e il II secolo d.C., l'area fu attrezzata come scalo portuale (l'Emporium) per sopperire all'insufficienza dell'antico approdo presso il Foro Boario. Sorsero così strutture per la conservazione e lo stoccaggio delle merci — la Porticus Aemilia, gli Horrea Galbana, Lolliana, Seiana — e si formò la grande discarica controllata di anfore olearie imperiali nota come Monte dei Cocci o Monte Testaccio. Tra il V e il VII secolo d.C. la piana attraversò una progressiva ruralizzazione; nel Medioevo divenne territorio di orti e vigne, con una porzione destinata al pubblico godimento sotto il nome di "prati del popolo romano". Dopo l'Unità d'Italia, il Piano Regolatore del 1871 trasformò radicalmente il quartiere: su progetto dell'architetto G. Ersoch fu costruito il Mattatoio, e l'area fu destinata a insediamenti industriali e abitazioni operaie, spesso prive di infrastrutture adeguate. Il regime fascista avviò una seconda fase edilizia con l'inserimento dei ceti medi impiegatizi. Oggi il Testaccio ospita la Facoltà di Architettura di Roma Tre, l'Istituto Europeo di Design e una sezione del MACRO, confermando una vivace vocazione culturale contemporanea. Due app mobili — iAventino e iTestaccio — guidano i visitatori lungo itinerari multimediali nei siti di maggiore interesse.
Cosa vedere dentro
Monte dei Cocci (Monte Testaccio), la grande discarica controllata di anfore olearie di età imperiale
Resti dell'Emporium, l'antico porto fluviale romano
Porticus Aemilia e Horrea (Galbana, Lolliana, Seiana)
Il Mattatoio, progettato dall'architetto G. Ersoch dopo l'Unità d'Italia
Sezione del MACRO (Museo di Arte Contemporanea di Roma)
Facoltà di Architettura di Roma Tre e Istituto Europeo di Design
Info per la visita
L'accesso all'area è gratuito. Per informazioni aggiornate su orari e modalità di visita si consiglia di consultare il sito ufficiale della Soprintendenza Speciale di Roma (www.soprintendenzaspecialeroma.it) o di contattare barbara.rossi@cultura.gov.it. Sono disponibili due app mobili gratuite — iAventino e iTestaccio — per itinerari multimediali in autonomia.
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Domande frequenti
Quanto costa visitare il Rione Testaccio?
L'ingresso è gratuito.
Come posso ottenere informazioni aggiornate su orari e aperture?
Si consiglia di consultare il sito ufficiale www.soprintendenzaspecialeroma.it oppure di scrivere a barbara.rossi@cultura.gov.it, poiché gli orari non sono indicati nella scheda ufficiale.
Esistono strumenti digitali per visitare il quartiere in autonomia?
Sì: le app iAventino e iTestaccio consentono di seguire itinerari multimediali nei luoghi di maggiore interesse archeologico e storico-culturale dell'area.
Cosa rende unico il Monte Testaccio?
Il Monte dei Cocci, noto anche come Monte Testaccio, è una discarica controllata di anfore olearie di età imperiale: un unicum nel panorama archeologico romano, formatosi tra il I e il II secolo d.C. come punto di smaltimento dei contenitori usati per il trasporto dell'olio.
Quali istituzioni culturali si trovano oggi nel quartiere?
Il Testaccio ospita la Facoltà di Architettura dell'Università di Roma Tre, l'Istituto Europeo di Design e una sezione del Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO).