Museo della civiltà marinara delle Marche
Il Museo della civiltà marinara delle Marche, inaugurato il 6 febbraio 2010 a San Benedetto del Tronto, racconta la storia della cultura marinara adriatica attraverso un allestimento interattivo e multimediale, parte del Polo Museale del Mare.
Dati pratici
Banchina di Riva Malfizia, 63074 San Benedetto del Tronto
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Il Museo della civiltà marinara delle Marche si trova nella Banchina di Riva Malfizia, all'interno del complesso del Mercato Ittico di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Inaugurato il 6 febbraio 2010, è nato per completare un sistema museale già composto dal Museo Ittico e dal Museo delle Anfore, dando vita insieme a questi al cosiddetto Polo Museale del Mare. L'approccio espositivo si distingue nettamente da quello dei musei storici tradizionali: pannelli interattivi, proiettori e schermi televisivi si affiancano a oggetti e testimonianze d'epoca, restituendo la storia della marineria dal punto di vista di chi l'ha vissuta in prima persona. L'allestimento è stato curato dagli architetti Tiziana Maffei e Antonella Nonnis, che hanno scelto di organizzarlo per "unità narrative", quasi come capitoli di un racconto. Il percorso inizia con un cono sonoro che riproduce i suoni del mare nelle sue diverse stagioni — dalla bonaccia primaverile alla tempesta invernale — e prosegue attraverso il lavoro dei funai e dei maestri d'ascia, fino alle pratiche di pesca e alla commercializzazione del pescato. Gran parte degli oggetti esposti proviene da donazioni della comunità sanbenedettese, che ha consegnato al museo cimeli di vita marinara custoditi per decenni nelle case della città.
Cosa vedere dentro
Cono sonoro con rumori del mare nelle diverse stagioni
Sezione dedicata al lavoro dei funai e dei maestri d'ascia
Documentazione sulle attività di pesca e commercializzazione del pescato
Pannelli interattivi, proiettori e schermi multimediali
Oggetti donati dalla comunità sanbenedettese
Info per la visita
Il museo si trova in Banchina di Riva Malfizia, 63074 San Benedetto del Tronto. Per orari di apertura e informazioni sull'ingresso contattare il numero 0735 588850 o scrivere a info.oikos@libero.it. Verificare eventuali aggiornamenti sul sito del Comune di San Benedetto del Tronto.
Altri musei a San Benedetto del Tronto
Antiquarium Truentinum
L'Antiquarium Truentinum è una delle cinque sezioni del Museo del Mare di San Benedetto del Tronto, dedicata alla storia archeologica del territorio dalla preistoria all'età romana. Riallestita e aperta al pubblico dal 29 settembre 2012, si trova in Viale C. Colombo 94.
Archvio storico del Comune di San Benedetto del Tronto
L'Archivio storico del Comune di San Benedetto del Tronto conserva la documentazione prodotta dall'ente comunale dal XVII al XX secolo, con il documento più antico datato 1652.
Musei sistini del Piceno - Museo di arte sacra di San Benedetto
Il Museo di arte sacra di San Benedetto del Tronto, parte dei Musei Sistini del Piceno, racconta la storia della chiesa sambenedettese attraverso paramenti liturgici, sculture lignee e opere pittoriche legate ai principali luoghi di culto della città.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo della civiltà marinara delle Marche?
È situato in Banchina di Riva Malfizia, all'interno del complesso del Mercato Ittico di San Benedetto del Tronto (AP).
Quando è stato inaugurato il museo?
Il museo ha aperto al pubblico il 6 febbraio 2010.
Fa parte di un sistema museale più ampio?
Sì, insieme al Museo Ittico e al Museo delle Anfore costituisce il Polo Museale del Mare di San Benedetto del Tronto.
Quali sono gli orari di apertura e il costo del biglietto?
Le informazioni su orari e biglietteria non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di contattare il museo al numero 0735 588850, scrivere a info.oikos@libero.it o consultare il sito ufficiale del Comune.
Chi ha curato l'allestimento del museo?
L'allestimento è stato progettato dagli architetti Tiziana Maffei e Antonella Nonnis, che hanno organizzato gli spazi per "unità narrative".