Museo Castellammare di Stabia · Napoli (Campania)

MUDISS - Museo diocesano sorrentino stabiese

Il MUDISS – Museo Diocesano Sorrentino Stabiese conserva reperti paleocristiani e tardoantichi provenienti dalla necropoli sotto la Concattedrale di Castellammare di Stabia, con pezzi datati dal II al VI secolo d.C.

MUDISS - Museo diocesano sorrentino stabiese

Dati pratici

Indirizzo

Piazza Giovanni XXIII snc - Sedi distaccate: Via Santa Maria della Pietà- Sorrento; Via Vescovado -, 80053 Castellammare di Stabia

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
081 8714501 a.cioffi@sorrento.chiesacattolica.it
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Il MUDISS – Museo Diocesano Sorrentino Stabiese ha sede in Piazza Giovanni XXIII a Castellammare di Stabia (Napoli), con una sede distaccata a Sorrento in Via Santa Maria della Pietà. Il museo raccoglie reperti rinvenuti nella necropoli soggiacente alla Concattedrale durante gli scavi del 1875–1878, custoditi prima nella sala Capitolare e poi, dal 1964 al 2007, presso l'Antiquarium Statale. Il nucleo principale della collezione copre un arco cronologico che va dal II al VI secolo d.C. Tra i pezzi di maggiore interesse spicca la colonna miliare del tempo dell'imperatore Adriano, posta lungo il percorso Nuceria–Stabiae–Surrentum: testimonia con data certa la rinascita di Stabia dopo l'eruzione del 79 d.C., come ricordato anche dal poeta Stazio. Notevoli sono le lapidi funerarie e alcuni sarcofagi: quello di Giulio Longino, con bassorilievo raffigurante Apollo, Minerva e le Muse (fine III secolo d.C.), e quello di Bettia Felicita. La copertura del sarcofago di Cornelia Ferocia, con le figure del Pastore e di una matrona con rotolo, si presta a una lettura sia pagana che cristiana. Tra gli altri oggetti in collezione figurano tegole funerarie con iscrizioni del Chrismon, lucerne di varia provenienza tra cui alcune africane, e un avorio raffigurante quello che è ritenuto l'abbraccio tra Pietro e Paolo (V–VI secolo). Di recente acquisizione è una statua in terracotta raffigurante un santo vescovo – forse San Renato o San Catello – rinvenuta in oltre settanta frammenti nella Grotta di San Biagio e restaurata da Umberto Piezzo.

Cosa vedere dentro

Colonna miliare del tempo di Adriano (percorso Nuceria–Stabiae–Surrentum)

Sarcofago di Giulio Longino con bassorilievo di Apollo, Minerva e le Muse (fine III sec. d.C.)

Sarcofago di Bettia Felicita

Copertura del sarcofago di Cornelia Ferocia con figure del Pastore e della matrona

Lapidi funerarie e tegole con iscrizioni del Chrismon (epoca post-costantiniana)

Lucerne tardoantiche, alcune di origine africana

Avorio raffigurante l'abbraccio di Pietro e Paolo (V–VI sec.)

Statua in terracotta di santo vescovo (forse San Renato o San Catello), restaurata da Umberto Piezzo

Info per la visita

Il museo è aperto il lunedì dalle 09:00 alle 13:00, il mercoledì e il sabato dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00. L'ingresso è gratuito. Per informazioni è possibile contattare il museo al numero 081 8714501 o via email all'indirizzo a.cioffi@sorrento.chiesacattolica.it.

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Domande frequenti

Quanto costa l'ingresso al MUDISS?

L'ingresso è gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

Il museo è aperto il lunedì dalle 09:00 alle 13:00, il mercoledì e il sabato dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00. Si consiglia di verificare eventuali variazioni contattando il museo prima della visita.

Dove si trova il museo?

La sede principale è in Piazza Giovanni XXIII snc a Castellammare di Stabia (Napoli). Esiste anche una sede distaccata a Sorrento in Via Santa Maria della Pietà.

Come si contatta il museo?

È possibile chiamare il numero 081 8714501 oppure scrivere a a.cioffi@sorrento.chiesacattolica.it.

Da dove provengono i reperti esposti?

La maggior parte dei reperti proviene dalla necropoli rinvenuta sotto la Concattedrale di Castellammare di Stabia durante gli scavi del 1875–1878. Sono presenti anche marmi da una più antica cattedrale stabiese e una statua in terracotta recuperata nella Grotta di San Biagio.