Collezione permanente Aligi Sassu
La Collezione permanente Aligi Sassu a Thiesi raccoglie 120 opere grafiche del maestro milanese di origini sarde, donate dalla famiglia e realizzate tra il 1929 e il 1995.
Dati pratici
Via Grau, 07047 Thiesi
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
La Collezione permanente Aligi Sassu si trova a Thiesi, in provincia di Sassari, ed è stata inaugurata nel 2010. Il nucleo principale è costituito da 120 opere grafiche donate da Helenita Olivares Sassu e Vicente Sassu Urbina, che coprono un arco temporale che va dal 1929 al 1995. Le tecniche rappresentate sono molteplici: acquaforte, acquatinta, puntasecca e litografia, a testimonianza della varietà del percorso grafico del maestro. La collezione è curata da Alfredo Paglione e Silvia Pegoraro, con la collaborazione di Elsa Betti. Oltre alle opere su carta, il museo include due cicli di pittura murale realizzati da Sassu a Thiesi negli anni Sessanta: I Moti Angioini e La Vita e la Natura, che costituiscono il nucleo centrale del progetto espositivo. Il sito di riferimento per informazioni aggiornate è www.rosifontana.it.
Cosa vedere dentro
120 opere grafiche (acquaforte, acquatinta, puntasecca, litografia) realizzate tra il 1929 e il 1995
Opera murale I Moti Angioini
Opera murale La Vita e la Natura
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Domande frequenti
Dove si trova la Collezione permanente Aligi Sassu?
Il museo si trova in Via Grau a Thiesi, in provincia di Sassari, Sardegna (07047).
Quando è stato inaugurato il museo?
Il museo è stato inaugurato nel 2010.
Chi ha donato le opere della collezione?
Le 120 opere grafiche sono state donate da Helenita Olivares Sassu e Vicente Sassu Urbina.
Come posso avere informazioni su orari e biglietti?
Orari e informazioni sulla biglietteria non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di contattare il Comune di Thiesi al numero 079 885583 oppure di consultare il sito ufficiale www.rosifontana.it.
Chi cura la collezione?
La collezione permanente è curata da Alfredo Paglione e Silvia Pegoraro, con la collaborazione di Elsa Betti.