Biblioteca Classense
La Biblioteca Classense di Ravenna è una delle più importanti biblioteche storiche d'Italia, ospitata in un complesso monastico camaldolese le cui origini risalgono al secondo decennio del Cinquecento. Conserva ambienti monumentali, affreschi, arredi lignei d'epoca e collezioni di raro valore, tra cui un fondo di edizioni dantesche.
Dati pratici
Via Baccarini, 3, 48121 Ravenna
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
La Biblioteca Classense si trova in Via Baccarini 3, nel cuore di Ravenna, all'interno di un antico complesso monastico camaldolese fondato dopo la battaglia di Ravenna del 1512, quando i monaci abbandonarono il sito suburbano di Classe per insediarsi entro le mura cittadine. I cantieri si protrassero per quasi tre secoli, fino alla soppressione napoleonica del 1798, che trasformò il monastero nella principale sede bibliotecaria della città. L'architettura stratificata riflette questa lunga storia: dall'antica porta d'ingresso datata 1523 al vestibolo cinquecentesco con portale intagliato da Marco Peruzzi nel 1581, fino al chiostro interno con colonnato dorico in pietra d'Istria progettato da Giulio Morelli e completato nel 1738-1740 con il pozzo centrale su disegni di Giovanni Paolo Panini. Il cuore della biblioteca è la monumentale libreria camaldolese, avviata nel 1704 per volontà dell'abate Pietro Canneti e progettata da Giuseppe Antonio Soratini: un ambiente di grande scenografia, arricchito da scansie lignee, stucchi di Antonio Martinetti e dai grandi dipinti di Francesco Mancini, tra cui l'affresco del soffitto con La Divina Sapienza. Le sale superiori — Sala delle Scienze, Sala delle Arti, Sala dei Santi Padri — completarono il progetto fino al 1780. La Sala delle Scienze, disegnata da Camillo Morigia, ospita strumenti scientifici e matematici provenienti dal suo lascito testamentario. Tra gli spazi di particolare interesse anche la Sala Dantesca, dove dal 1921 si tengono le Lecturae Dantis, e la Sala Ricci, con il fondo e l'archivio privato dello storico dell'arte Corrado Ricci.
Cosa vedere dentro
Vestibolo cinquecentesco con portale intagliato da Marco Peruzzi (1581) e statue di San Romualdo e San Benedetto
Sala Dantesca (ex refettorio) con affresco di Luca Longhi raffigurante le Nozze di Cana (1580)
Monumentale libreria camaldolese progettata da Giuseppe Antonio Soratini (dal 1704), con scansie lignee e affreschi di Francesco Mancini
Chiostro interno con colonnato dorico in pietra d'Istria e pozzo centrale su disegni di Giovanni Paolo Panini
Sala delle Scienze (1780, progetto di Camillo Morigia) con affresco di Mariano Rossi e strumenti scientifici d'epoca
Sala Ricci con il fondo bibliografico e l'archivio di Corrado Ricci (donazione 1934)
Collezione di edizioni dantesche rare già appartenute a Leo S. Olschki (acquisite dal Comune nel 1905)
Sala degli otto pilastri nella Manica Lunga, progettata da Marco Dezzi Bardeschi nel 1984, con pavimento a mosaico
Chiesa di San Romualdo (1630-1632), adibita dal 2004 a Museo del Risorgimento
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Domande frequenti
Dove si trova la Biblioteca Classense?
In Via Baccarini 3, 48121 Ravenna, all'interno dell'antico complesso monastico camaldolese nel centro storico della città.
Quali sono gli orari di apertura e i costi di ingresso?
Gli orari e le eventuali tariffe di ingresso non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale della biblioteca o contattando direttamente la struttura.
Cosa sono le Lecturae Dantis della Classense?
Dal 1921 la Sala Dantesca — l'ex refettorio del monastero — ospita cicli annuali di Lecturae Dantis, letture e commenti pubblici della Divina Commedia, una tradizione che si svolge ininterrottamente da oltre un secolo.
Cosa si conserva nella Sala Ricci?
La Sala Ricci accoglie il fondo bibliografico e l'archivio privato di Corrado Ricci (1858-1934), storico dell'arte e funzionario dei beni culturali, donati alla biblioteca nel 1934.
La chiesa di San Romualdo è visitabile?
La chiesa di San Romualdo, edificata tra il 1630 e il 1632, è adibita dal 2004 a Museo del Risorgimento su progetto di Stefano Piazzi. Per informazioni sulla visitabilità si consiglia di contattare direttamente la biblioteca.