Area archeologica Acqui Terme · Alessandria (Piemonte)

Archi dell’acquedotto romano di Aquae Statiellae

Resti monumentali di un acquedotto romano del I secolo d.C. che attraversava la valle del fiume Bormida ad Acqui Terme, visitabili liberamente e gratuitamente ogni giorno.

Archi dell’acquedotto romano di Aquae Statiellae

Dati pratici

Indirizzo

viale Acquedotto Romano, 15011 Acqui Terme

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Orari
Chiuso ora
Lunedì08:00–18:00
Martedì08:00–18:00
Mercoledì08:00–18:00
Giovedì08:00–18:00
Venerdì08:00–18:00
Sabato08:00–18:00
Domenica08:00–18:00
Contatti
0131 229100 (Soprintendenza) sabap-al@cultura.gov.it
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Gli archi dell'acquedotto romano di Aquae Statiellae si trovano lungo viale Acquedotto Romano ad Acqui Terme (AL) e rappresentano una delle testimonianze più significative di ingegneria idraulica antica conservate in Italia Settentrionale. Costruito nel I secolo d.C., l'acquedotto captava le acque dal torrente Erro — probabilmente sfruttando il bacino del Lagoscuro presso Cartosio — e le convogliava per circa 12 chilometri in condotta sotterranea fino alle porte della città. Qui, per superare la vallata del fiume Bormida con un dislivello di una ventina di metri mantenendo una pendenza costante, i costruttori romani eressero un imponente sistema di arcate in muratura: in origine si contavano una quarantina di pilastri e archi, dei quali oggi sopravvivono due tratti sulla sponda destra della Bormida. Il segmento meglio conservato è formato da sette pilastri alti fino a quindici metri, sormontati da quattro archi a sesto ribassato di 3,35 metri di raggio. Un secondo tratto, poche decine di metri a sud-est, conta otto pilastri con altezze decrescenti che seguono il pendio naturale. I pilastri, a base quadrangolare con rastremazione progressiva verso l'alto, hanno un nucleo cementizio rivestito da blocchetti di arenaria locale. Le parti in laterizio visibili in sommità risalgono al restauro del 1896, diretto da Alfredo d'Andrade. L'acquedotto terminava in un castellum aquae non ancora identificato, da cui si dipartiva la rete idrica urbana che riforniva fontane, domus e soprattutto le terme della città.

Cosa vedere dentro

Tratto principale con sette pilastri alti fino a 15 metri e quattro archi a sesto ribassato

Secondo tratto con otto pilastri a quote decrescenti

Resti di pilastri che riemergono periodicamente dal greto ghiaioso della Bormida

Vista panoramica dall'ottocentesco Ponte Carlo Alberto

Passeggiata e pista ciclabile per una visione ravvicinata delle arcate

Info per la visita

L'area è liberamente accessibile tutti i giorni dalle 08:00 alle 18:00. L'ingresso è gratuito. Per informazioni contattare la Soprintendenza al numero 0131 229100 o via email a sabap-al@cultura.gov.it.

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Domande frequenti

Quanto costa visitare gli archi dell'acquedotto romano di Acqui Terme?

La visita è completamente gratuita.

Quali sono gli orari di accesso?

L'area è accessibile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 08:00 alle 18:00.

Come si raggiunge il sito?

Gli archi si trovano lungo viale Acquedotto Romano, 15011 Acqui Terme. Per informazioni aggiornate sugli accessi è consigliabile consultare il sito della Soprintendenza: sabap-al.beniculturali.it.

Da dove si può osservare meglio le arcate?

Un punto di osservazione dall'alto è offerto dal Ponte Carlo Alberto, di epoca ottocentesca. Per una visione ravvicinata è disponibile la passeggiata con pista ciclabile prospiciente le arcate.

A chi appartiene il monumento e chi lo gestisce?

Il sito è di proprietà del Ministero della Cultura (MiC) ed è gestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, contattabile al numero 0131 229100 o all'indirizzo sabap-al@cultura.gov.it.